Progetto “WIN – Trafficked Women Integration”

progetto WIN – Trafficked Women Integration, finanziato dal Fondo dell’Unione Europea per l’Asilo, la Migrazione e l’Integrazione (AMIF) per favorire l’integrazione socio-economica di donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e prevenire il loro “ri-traffico”

Ha presto avvio, nell’autunno del 2019, il progetto WIN – Trafficked Women Integration, finanziato dal Fondo dell’Unione Europea per l’Asilo, la Migrazione e l’Integrazione (AMIF) per favorire l’integrazione socio-economica di donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e prevenire il loro “ri-traffico”.

Per le beneficiarie del progetto verranno sviluppati e messi in atto Piani di Integrazione Individuale ad hoc che comprendono corsi di formazione, servizi di supporto all’inserimento lavorativo, tirocini per mettere in pratica le conoscenze acquisite e affacciarsi al mondo del lavoro, corsi di lingua, accompagnamento psicologico e legale e servizi di mediazione linguistica e culturale.

Verranno inoltre organizzate azioni di sensibilizzazione sul tema della tratta rivolte a aziende, sindacati e associazioni professionali e di categoria.

Accanto a Cooperativa LULE, la rete del progetto è costituita dagli enti italiani Fondo Provinciale Milanese Per La Cooperazione Internazionale  (CAPOFILA – www.cooperazionemilanese.org) e l’Impresa Sociale Energheia (energheiaimpresa.it), l’associazione spagnola Asociación AMIGA por los derechos humanos de las mujeres  (amiga.org.es) e la fondazione bulgara Animus Association (animusassociation.org). Cinque organizzazioni attive in Italia, Spagna e Bulgaria con diversi background ed esperienze, ma accomunate dalla convinzione che la Tratta di esseri umani sia una grave violazione dei diritti umani e che le donne migranti vittime di Tratta meritino sostegno e protezione per integrarsi nelle nostre società.


Materiale informativo


Contatti

Cooperativa Lule: +39 349 7552602 – integrazione@luleonlus.it


Questo progetto è finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea.

This project is funded by the European Union’s Asylum, Migration and Integration Fund.


Presentazione

IL NOSTRO OBIETTIVO

Il nostro obiettivo è quello di migliorare l’integrazione socio-economica nelle società ospitanti delle donne, cittadine di paesi terzi, che sono state vittime di Tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Riteniamo, infatti, che solo l’integrazione lavorativa e sociale possa rappresentare una soluzione di lungo periodo per prevenire l’abuso e la re-immissione nella Tratta.

CHE COSA FACCIAMO

Organizziamo corsi di formazione professionale e di lingua per donne vittime di Tratta. Offriamo loro servizi di collocamento e facilitiamo il loro accesso al mercato del lavoro. Per coloro che ne hanno bisogno, offriamo supporto sociale, psicologico e legale. Forniamo anche formazione sulle competenze trasversali (soft-skills), organizziamo servizi di mediazione culturale e di traduzione, quando necessario.

Scambiamo esperienze, informazioni e buone pratiche sull’integrazione economica delle vittime di Tratta. Definiamo e adottiamo, inoltre, linee guida comuni, metodologie e strumenti pratici per integrare le donne vittime di Tratta in Bulgaria, Italia e Spagna.
Organizziamo attività di sensibilizzazione sul tema della Tratta di esseri umani, rivolte ad aziende, sindacati, associazioni professionali e fornitori di servizi di formazione e lavoro.

Coinvolgiamo, inoltre, le organizzazioni della società civile, le istituzioni per la migrazione e l’asilo, le organizzazioni per i diritti umani e i diritti delle donne, i responsabili politici e il pubblico in generale.

PERCHE’ IL PROGETTO “WIN” È NECESSARIO

Le donne e le ragazze sono i soggetti più vulnerabili al fenomeno della Tratta di esseri umani rappresentando il 68% delle vittime registrate. Esse sono, inoltre, la maggior parte delle vittime di sfruttamento sessuale. Infine, il 56% delle vittime di Tratta in UE è composto da cittadini di paesi terzi.

Ci sono ostacoli significativi all’integrazione socio-economica delle donne cittadine di paesi terzi vittime di Tratta, come l’insicurezza relativa alla residenza, il trauma psicologico, le barriere linguistiche, la mancanza di precedenti esperienze lavorative, i diffusi stereotipi culturali e religiosi contro le donne e il pregiudizio nei confronti sia delle vittime della Tratta a fini di sfruttamento sessuale sia dei cittadini di paesi terzi.

Se non supportate efficacemente e soprattutto se non sono offerte loro opportunità di lavoro legale, le donne migranti sono fortemente esposte alla Tratta a fenomeni di sfruttamento nel lavoro domestico, nei servizi di assistenza, nell’industria del sesso o in altri settori non regolamentati dalla legislazione del lavoro.

L’indipendenza finanziaria consente alle donne di avere il controllo della propria vita.

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