Adulti in difficoltà

 
 

LEGISLAZIONE ITALIANA

Costituzione della Repubblica Italiana (1948)

La Costituzione della Repubblica Italuana viene riconosciuta a livello internazionale come uno dei migliori testi fondanti di uno Stato moderno. Vi vengono affermati una serie di principi fondamentali che segnano il percorso entro cui si deve muovere la stessa Costituzione e le leggi che i governi italiani emaneranno negli anni a seguire. Si tratta di punti fermi da cui non si può prescindere se si vuole che il nostro Paese sia uno stato democratico e liberale. Molti articoli sono assolutamente attuali e rispondono alla necessità di gestire un Paese multiculturale, nel rispetto e nel riconoscimento reciproci.
Citiamo a tal proposito gli art. 2 e 3 in cui si afferma il principio dell’uguaglianza e che lo Stato deve rimuovere ogni ostacolo economico e sociale che limiti la libertà e l’uguaglianza, e quindi che possa impedire il pieno sviluppo della persona e la sua partecipazione alla vita politica, economica e sociale italiana.
L’art. 8 ci ricorda che tutte le religioni sono libere e hanno il diritto ad organizzarsi con propri statuti purché non siano in contrasto con le leggi dello Stato.
L’art. 10 riconosce che l’ordinamento italiano si conforma al diritto internazionale e pertanto la condizione giuridica dello straniero viene regolata in conformità delle norme e dei trattati internazionali: dunque si garantisce il diritto d’asilo allo straniero che ne abbia fatto richiesta e ne abbia i requisiti.
Inoltre molti degli articolo contenuti nel Titolo II, inerenti i rapporti etico-sociali, sono importanti per delineare i diritti riconosciuti: lo Stato deve agevolare la formazione della famiglia, proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù (art. 31); tutelare la salute, in quanto diritto fondamentale dell’uomo e interesse collettivo (art. 32); garantire l’accesso allo studio a tutti (art. 34).

Testo Unico 286/98

Si tratta della prima stesura organica della legislazione italiana sull’immigrazione, che raccoglie tutti gli articoli a riguardo che si trovavano disseminati in varie leggi a partire dal testo unico sulla pubblica sicurezza del 1931.
Da allora si è andata delineando la necessità di dotarsi di una normativa completa, articolata e di lungo respiro in merito all’immigrazione, non più basata su misure “tampone”.
La cosiddetta legge Turco-Napolitano del 1998 rimane, a oggi, il Testo Unico di riferimento, in quanto le successive leggi (per es. 91/92, 189/02, 94/09) vanno solo a modificare alcuni articoli della 286, senza però intaccarne l’impianto fondamentale.
Essa si struttura a vari livelli: definisce in modo preciso le modalità d’ingresso nel nostro Paese; determina i flussi d’ingresso mediante il meccanismo delle “quote”; sancisce una politica integrata per collaborare con i paesi di provenienza degli immigrati; afferma con forza e delinea le strategie per la lotta all’immigrazione clandestina; introduce il reato di discriminazione basata su fattori etnici, razziali, religiosi, del colore della pelle, di provenienza nazionale; stabilisce un sistema di diritti e doveri per gli immigrati; articola percorsi d’integrazione da attivarsi sopratturro a livello territoriale; determina un sistema di tutele e misure di sostegno per gli stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale e tutele nobchè perorsi di ri-inserimento per lo straniero clandestino che denuncidi essere vittima di sfruttamento.

Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell’Integrazione (2007)

Scritta dall’allora Ministro dell’Interno Giuliano Amato, è un documento a forte orientamento sociale in cui sono riportati i valori, i principi, i diritti e i doveri che i cittadini di paesi terzi sono tenuti a rispettare per favorire il processo d’integrazione sociale in Italia. In questo modo si garantiscono i diritti sociali e fondamentali sia all’immigrato che ai suoi familiari, confermando l’uguaglianza tra cittadini italiani e stranieri sancito nella Costituzione.

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Convenzione dell’ONU sui diritti dell’uomo (1948)

Sancisce i diritti inviolabili fondamentali di ogni persona, che vanno tutelati e difesi a prescindere dall’esistenza di un interesse del singolo Paese che magari entri in contrasto con essi. Si riconosce ad esempio il diritto alla migrazione, in quanto necessità esistenziale, fondata sul bisogno naturale dell’uomo di trasferirsi in paesi dove possa trovare condizioni di vita migliori. Si tratta in sostanza dell’affermazione che ognuno ha diritto di migrare e stabilire la propria residenza altrove, contraendo diritti e doveri che gli conseguono dall’adesione alle leggi e alle tradizioni del Paese ospite, senza però essere costretto a rinunciare alla propria identità. Si sancisce inoltre la necessità di un processo guidato d’integrazione che assicuri stabilità sociale allo Stato che accoglie il migrante, sostenendolo con un programma d’accoglienza, che promuova il diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro, all’istruzione, all’abitazione.

Convenzione di New York sui diritti del fanciullo (1989)

Afferma i diritti di ogni bambino e impegna tutti gli stati che la ratificano ad agire e legiferare in modo da tutelare l’interesse del bambino, a prescindere da ogni altro fattore.

Convenzione di Strasburgo (1992)

Relativa alla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale.

Protocollo addizionale di Palermo (2000)

Relativo alla tutela degli immigrati vittime della tratta.

NORMATIVA DELL’UNIONE EUROPEA

Accordi di Schengen

Risalenti al 1985 nella loro prima stesura, cui l’Italia aderirà definitivamente nel 1996. Essi affermano e regolamentano il libero movimento di merci, persone e flussi di denaro all’interno del territorio dell’Unione Europea e stabiliscono rinforzi e coordinamento tra le autorità di controllo alle frontiere esterne.

L’Agenda Comune per l’Integrazione dei cittadini di paesi terzi (2005)

Compilata dalla Commissione delle Comunità Europee con lo scopo di analizzare la situazione dell’immigrazione in UE e di fornire linee guida per tutti gli stati membri. Si pone soprattutto la necessità che si affronti la mutata situazione in modo uniforme: essenziale è l’approccio multisettoriale all’integrazione e il coordinamento tra le politiche nazionali e quelle comunitarie. In particolare, l’agenda sottolinea che le misure per agevolare l’ingresso di uno straniero in uno Stato membro UE non possono prescindere da politiche attive a favore dell’integrazione. Qui vengono delineati anche possibili percorsi, suggerendo una serie di punti cui le varie nazioni dovrebbero sviluppare per agire attivamente in tal senso.
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